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Gli evergreen di Radio Swiss Jazz: «Watermelon Man»

Herbie Hancock scrisse la sua hit «Watermelon Man» già all'inizio degli anni ’60. - Fonte: Reuters/Mario Anzuoni Herbie Hancock scrisse la sua hit «Watermelon Man» già all'inizio degli anni ’60. (Fonte: Reuters/Mario Anzuoni)

Il blues è alla base della maggior parte della musica nordamericana come ad esempio il jazz, il soul e il rock 'n' roll. Molti famosi standard jazz riprendono la stessa struttura a 12 misure di un blues e la stessa armonia. Alcuni si discostano leggermente, come nel caso della composizione «Watermelon Man» di Herbie Hancock. Questo pezzo figura tra gli standard del jazz più popolari e si presta a essere incluso nel repertorio di base di ogni jam session. Un buon motivo per riservargli un posto nella nostra serie «Gli evergreen di Radio Swiss Jazz».

Di Gregor Loepfe

Il pianista Herbie Hancock, leggenda vivente del jazz, prossimo ai 78 anni e membro del secondo quintetto di Miles Davis, scrisse «Watermelon Man» all'inizio degli anni ’60 pubblicandolo nel suo album «Takin' Off». Fu il primo pezzo composto da Hancock anche in un'ottica commerciale. Secondo Hancock, la melodia gli sarebbe stata ispirata dalla cantilena di un venditore di angurie che vendeva la sua merce nel South Side di Chicago. Ai tempi della gioventù di Hancock, i venditori di angurie caratterizzavano il paesaggio urbano dei quartieri neri di Chicago, quindi il brano ha un certo legame con le radici della cultura afroamericana. Hancock riteneva che, grazie al suo «equilibrio matematico», l’omaggio in musica a questa figura della sua infanzia fosse una delle sue migliori composizioni.

Un classico blues si articola in 12 misure. «Watermelon Man» ha quattro misure in più, ma riprende l'andamento armonico tipico del blues. La cantilena del venditore di cocomeri è richiamata dal motivo principale nelle prime quattro misure. La versione originale di Hancock non è uno swing, ma un tipico brano di hard bop caratterizzato da un groove lineare con elementi gospel a livello melodico e armonico.

La prima incisione e le registrazioni più importanti

Dopo la prima pubblicazione nell'album «Takin' Off», il brano «Watermelon Man» è apparso anche nel 1973 in una moderna versione funk e fusion di sei minuti all'interno dell'album «Head Hunters» che contiene i bestseller di Hancock, e successivamente nel 1976 nell'album «V.S.O.P.». All'inizio degli anni ’60 Hancock venne ingaggiato per un concerto con la band di Mongo Santamaría in un night club nel Bronx. Il trombettista Donald Byrd chiese di suonare «Watermelon Man» e Santamaría, che non conosceva il brano, lo accompagnò con le sue conga. Il pezzo gli piacque tanto da registrarlo nel dicembre 1962 in versione latin-jazz. La registrazione di Santamaría conobbe un grande successo, raggiunse, nel 1963, la 10a posizione della pop-chart statunitense e fruttò ad Hancock, allora 23enne, delle royalty che lo aiutarono a pagare le bollette. Il cantante e paroliere jazz Jon Hendricks fu il primo ad aggiungere un testo al brano che registrò nel 1963 per il suo album «Jon Hendricks Recorded in Person at the Trident». Nel testo Hendricks compra un’anguria dal venditore. Finora «Watermelon Man» è stato registrato oltre duecento volte.

Interpretazioni inserite nella programmazione di Radio Swiss Jazz

All'inizio di questo elenco non può naturalmente mancare la versione originale di Hancock del 1962 – autentica, groove e con i noti dettagli musicali nell'arrangiamento. Più di trenta anni dopo la sua prima registrazione il percussionista Mongo Santamaría prese nuovamente in mano il brano, questa volta insieme al collega percussionista Poncho Sanchez e naturalmente sempre in versione latin-jazz. La band svizzera KonFusion propone una variante funky, caratterizzata anch'essa da un delicato tocco latin. Una versione piuttosto classica, vicina all'originale, viene proposta dal pianista domenicano Michel Camilo nel suo CD di standard «Thru My Eyes». Non manca la registrazione di una big band, realizzata dalla Benny Carter Orchestra, mentre si deve a Two Bones e Dado Moroni un'interpretazione vertiginosa con tromboni e melodia leggermente ritoccata, registrata live nel 2007 presso la Salzhaus Brugg.


Tra gli evergreen di Radio Swiss Jazz sono già stati pubblicati Autumn Leaves, Misty e Round Midnight.


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