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Sotto le stelle ticinesi del jazz

Ottima acustica, intimità e 230 posti a sedere: il teatro del Gatto di Ascona ospita da 10 anni i concerti del Jazz Cat Club. - Fonte: Jack An Ottima acustica, intimità e 230 posti a sedere: il teatro del Gatto di Ascona ospita da 10 anni i concerti del Jazz Cat Club. (Fonte: Jack An)

Non è solo l’ormai storico Jazz Cat Club di Ascona (al suo decimo anno) a rilanciare la scena jazzistica ticinese. Tutto il territorio a sud della Svizzera pullula di bar che offrono concerti-aperitivo in jazz, locali e alberghi attrezzati per sfornare matinées domenicali, ma laboratori e spazi dove il suono live è l’emanazione di corsi didattici.

Di Luigi Di Fronzo

Buon compleanno, Jazz Cat Club! Si levano i calici per la stagione autunnale nei locali di via Muraccio 21, ad Ascona: laboratorio di idee e prorompente fucina di suoni sulle rive del Lago Maggiore. Lanciato nel 2008 dalla direzione di Jazz Ascona con il proposito di dare ospitalità al jazz e blues internazionale (al di là del breve periodo del festival, che nel 2018 si rinnova dal 28 giugno al 7 luglio) il club è ormai entrato nella sua pre-adolescenziale, ampliando lo standard di qualità e accontentando i gusti del pubblico. Ne hanno fatto di strada i promotori di questa associazione su un territorio prolifico, vivacissimo per la diffusione del jazz nel Canton Ticino. Dove è però la Sala asconese del Gatto a svettare come punta di diamante, sopra una realtà dinamica e in crescita potenziale.

Pubblico fedele, qualità alta

«Il pubblico in tutto questo periodo non è mai venuto meno, anzi, perché la qualità paga» racconta l’anima artistica del club, il promoter Nicolas Gilliet, nato dieci anni fa nel solco della filosofia «New Orleans & Classics» con la voglia di sperimentare e rimettersi in gioco. «Per me era inconcepibile promuovere un festival con oltre 300 artisti su 200 concerti in 10 giorni, senza avere una certa continuità nel resto dell’anno» spiega Gilliet, il cui passato di batterista jazz ogni tanto riemerge. «Volevo conoscere meglio il pubblico che via via si è poi affezionato alla mia proposta: saggiando i gusti diversi e cercando di capire come soddisfarli, prima di allargare l’offerta». Eppure le proposte parallele sono diverse. «Il festival è un open air (favorito dalle lunghe sere d’estate) mentre il club sfrutta l’intimità dell’ambiente ristretto, visto che il Teatro del Gatto ha una sala stupenda: ideale per far palpitare il cuore degli ascoltatori a due passi dagli interpreti. E poi si tratta di un’iniziativa privata. Non devo rendere conto a nessuno, se non ai miei fruitori». Tipologia del pubblico? «In genere abbiamo tutte le fasce d’età sopra i 30 anni. Stimoliamo i giovani a scoprire la musica live a prezzi speciali e cogliamo al volo le tournées dei gruppi, in sintonia con i club europei». Peraltro Gilliet ad Ascona ha rianimato anche l’Enoteca La Cambüsa, che il venerdì organizza concerti jazz, blues, funk (e letteralmente, si legge sul programma «what happens»). «È bello percepire la voglia di ritrovarsi davanti a una jam session. Penso che il potenziale di crescita qui da noi sia ancora alto».

Jazz in una fabbrica di cioccolato

Jazz in Bezz - il flicornista statunitense Joe Magnarelli si esibirà il 18 novembre 2017 a Lugano. - Fonte: jazzinbess.ch Jazz in Bezz - il flicornista statunitense Joe Magnarelli si esibirà il 18 novembre 2017 a Lugano. (Fonte: jazzinbess.ch)

Infatti sono tante le altre gemme ticinesi come «Jazz in Bess», un club che organizza regolarmente serate nella sua sede a Lugano in via Besso 42. Un progetto nato nel 2011 con l’associazione Jazzy Jams, che ha iniziato a organizzare jam session nel Ticino in vari locali pubblici e tra i padri fondatori ha avuto il giornalista e critico Alessandro Zanoli. Inizialmente era un’attività per dilettanti, che poi ha finito per coinvolgere molti professionisti, facendo riferimento a questo loft periferico della città. «È una fabbrica di cioccolato sorta a Lugano negli anni ‘30» racconta Zanoli. «Ha un impianto audio professionale, un bar con cucina (circa 100 posti a sedere) e la caratteristica di un divano tondo, che circonda il tutto il palco e offre un ascolto privilegiato per la vicinanza con i musicisti». Il taglio è quasi sempre lo stesso: due o tre concerti al mese in cui si dà una netta precedenza a band di jazzisti svizzeri emergenti oltre a una jam session mensile più importante, con solisti internazionali: tutto con la preziosa supervisione del direttore artistico, il chitarrista Roberto Pianca che ha registrato per la ECM e lavora con il gruppo Sub Rosa. Ogni anno tra febbraio-marzo si tiene una rassegna nazionale, nella quale spaziando nell'arco di tre giorni si invitano anche formazioni della Svizzera interna. Non solo, è nata anche una collaborazione con la Radio della Svizzera Italiana (attraverso un canale in fibra ottica) visto che la radio non è molto lontana dalla fabbrica.

Un Ticino colorato di jazz

Ma non è finita. Tra le attività merita una segnalazione il Mendrisiotto Jazz Club che promuove matinées jazzistiche domenicali al Mövenpick Albergo Touring di Chiasso. «Quando c’è bel tempo si tengono sulla terrazza (capienza, 140 persone) altrimenti la sala interna ospita un centinaio di fans» racconta il direttore artistico Roberto Catenazzi. «È un’iniziativa giunta ormai al ventesimo anno, visto che è nata al Ristorante Pizzeria di Mendrisio nel ’98 e ha contribuito a far conoscere giovani talenti del jazz, ticinesi e non. E dal 2005 siamo presenti anche a Balerna con un appuntamento estivo chiamato ‘Jazz nella corte’ e ospitato da Tiziano Riva». Ma la vita jazzistica ticinese annovera il CircoRu di Locarno allo Spazio Culturale Panello che pullula di poeti, sperimentatori, artisti e musicisti creativi, in bilico tra jazz e rock. E ancora vanno citati i concerti nell’Osteria Centrale Olivone, all’Officina Creativa e nel Salone Olimpia di Biasca, promossi dall’Associazione Musibiasca e dall’ideatore Domenico Ceresa. E un altro luogo industriale riconvertito all’arte jazzistica è la Fabbrica di Losone, via Locarno 43: qui i momenti clou sono i concerti-aperitivo della rassegna Six O’Clock organizzati ogni primo giovedì del mese da Gabriele Pezzoli e dal collettivo Blue 2147. «Il Ticino ha un pubblico attento al jazz, perchè è una tradizione costruita negli anni» ricorda Zanoli. «I festival pubblici, le rassegne, l'attenzione degli sponsor, la presenza della Rete due della Radio hanno creato un terreno fertile e un pubblico preparato su varie fasce d'età. Ci sono scuole e ottimi musicisti, festival e concerti di qualità, oltre alla casa discografica Altrisuoni». Storia lunga dunque, segnata anche da qualche defezione dolorosa come la scomparsa della Cantina Canetti di Locarno nel 2016. «Negli anni ’30 e ’40 la fama coincideva con la musica a ballo, poi dopo l’importazione postbellica si è passati al jazz come contestazione sessantottina». E chissà che la varietà linguistica dei musicisti – grazie a una posizione geografica ideale, tra Milano e Zurigo – non porti a un vero e proprio jazz stream, tutto in chiave ticinese.

Concerti nel Jazz Cat Club di Ascona
Concerti Jazz in Bess
Concerti Mendrisiotto Jazz Club
Concerti nell'Osteria Centrale


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